WELCOME TO FUTURA #27

Grazie al cielo esistono i sabati e le domeniche pomeriggio, altrimenti non avreste potuto leggere la pagina 27. Tra un impegno e l’altro ho completato la tavola per il rotto della cuffia, e tutto è bene ciò che finisce e basta :D.

Un camion della Veico Trasporti, la società incaricata della gestione del traffico su Futura, sta viaggiando tranquillamente nel deserto. Allora qualcosa su questo pianeta funziona, oltre al terminale del centro meteorologico, e Rebecca può tirare un grande sospiro di sollievo: Hardin07 è abitato, c’è vita, e un camion sta viaggiando verso di lei, pronto a portarlo alla civiltà, e poi verso casa. Ahhhw, un grande sospiro di sollievo, vero?

Ovviamente non sarà così, ma lo scoprirete lunedì prossimo27. Se riesco a finirla in tempo (ihih).

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WELCOME TO FUTURA #26

Nuovi cambiamenti in casa Futura. Ebbene, come avevo annunciato qualche giorno fa su Instagram e Feisbuc, ho deciso di passare da un disegno analogico (come le 25 tavole precedenti) a uno completamente digitale. I vantaggi sono molteplici: 1) basta grafite ovunque. Perché è vero che la gomma cancella, ma non alla perfezione e, dopo la scansione al computer, c’è bisogno di ripulire la tavola da aloni scuri e magari cancellature non molto precise. Il che fa perdere tempo. 2) per creare una griglia prospettica su un foglio ci vuole una vita. Attaccare dei foglietti laterali per mettere i punti di fuga, armarsi di pazienza col righello e tracciare righe che, seppur leggere, lasceranno il segno (vedi punto 1). Con Photoshop posso creare una griglia prospettica fitta in due secondi che non lascia traccia. E fa anche un ottimo spezzatino. 3) Perché si passa dallo schizzo alla china senza passare dalla matita. DiGiamolo, la china sul foglio serve solo per rendere più pulito e scuro il segno della matita a una scansione. Se avessi una matita perfetta non avrei bisogno della china, ma sono uno sporciaccione, che dice solo le parolacce, e quindi a me la china serve. Al pc, no. 4) e perché, se sbaglio a tirare una linea, con la china partono le bestemmie, mentre al piccì faccio ctrl+z e wallà, la mia sozzeria scompare.

Altro cambiamento è che, felicità per alcuni, le scritte non saranno più fatte a mano, ma con un font prestabilito. Non tutte, almeno, ma solo quelle dei dialoghi: in molti hanno criticato il fatto che alcuni erano scritti con una calligrafia da scuola media, e in effetti hanno ragione. Per tutte le altre, come ad esempio potete vedere nel cartellone pubblicitario della Hudesur Engineering, saranno fatte ancora a mano. Cioè, al pc, ma con la tavoletta grafica.

E le pagine precedenti? Ebbene, le pagine dall’1 al 25 verranno riscritte per rendere fluida la lettura, ma non solo: nei tempi morti, alcune di queste pagine verranno ri-colorate e sostituite per adeguare il colore ad una futura stampa autoprodotta che, in questo momento, è seriamente presa in considerazione. Ma ne parleremo più avanti.

Ed ora, potete godervi un bel dinosau–ehm, la pagina 26, terzo capitolo.

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WELCOME TO FUTURA #25

Mi avete scritto davvero in tantissimi in questi due giorni, e sinceramente non mi aspettavo che Futura fosse così seguito e che avesse colpito così tanta gente. Mi sono reso conto che un fumetto iniziato più per sfida sta effettivamente diventando un qualcosa di più, e questo per la mia altalenante anima d’artista è come una manna dal cielo. Futura cambia con me, si evolve lentamente via via che ci prendo la mano, anche se magari ancora rozza e imperfetta. Ovviamente tutti i vostri messaggi non potevano essere ignorati: Welcome to Futura continua, con buona pace della mia anima perfezionistica. Grazie a tutti voi, davvero.

Quindi, dove eravamo? Ah, si, un branco di elefanti su un pianeta tossico e inadatto alla vita. Finalmente abbandoniamo la fermata 5 dell’area 2B di Futura e seguiamo una strada asfaltata che si inoltra dritta nell’altopiano desertico. Oppure no, dipende sempre da come guardate la cosa 😉

Per leggere il terzo capitolo, clicca qui.

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TEMPORANEA SOSPENSIONE DI FUTURA

In queste ultime due settimane ho avuto un bel po’ da fare. In occasione di fiere del fumetto piuttosto famose e vari incontri con autori, ho stampato un portfolio contenente alcune tra le migliori pagine di Futura e l’ho mostrato a quante più persone possibili che lavorano nel settore. Ebbene, nonostante i pareri siano prevalentemente positivi, ho ricevuto molte critiche da parte di persone autorevoli (quindi non stiamo parlando del fratello del cuggino della morosa del sacrestano). Artisti e sceneggiatori che mi hanno dato un bel po’ di consigli e critiche utili per migliorare il mio lavoro e, soprattutto, il mio livello grafico. Perché Futura ha delle chiare lacune, delle mancanze dettate dalla mia inesperienza, ed è giusto che mi prenda del tempo per appianarle con lo studio per darvi, in futuro, un prodotto con la F di fumetto maiuscola. Non vi do una scadenza, né una data di ripresa, perché prima di tutto devo sentirmi io soddisfatto e in grado di riprendere la routine, e, siccome sono una persona molto autocritica, potrebbe volerci del tempo.

Futura, in qualsiasi caso, resta qui, su questo modesto blog, e nemmeno si sposta dai progetti che un giorno sicuramente realizzerò, visto che la colonizzazione spaziale non è un argomento fuori moda, anzi, tutto il contrario. Per quanto riguarda me, ogni tanto vi piazzerò un articolo che illustra i miei progressi (con tanto di fotine), e non saranno escluse pagine di prova (in bianco e nero, stavolta) che andranno a formare un futuro portfolio. Se comunque mi seguite già su Facebook e Instagram vedrete sicuramente l’avanzamento dei miei lavori.

Intanto volevo ringraziarvi per avermi supportato nella realizzazione di queste 24 pagine che, sebbene siano solo l’inizio di una storia in cui credo molto, potrebbero diventare l’inizio anche di qualcos’altro. Grazie.

Leo.

WELCOME TO FUTURA #24

La tavola in questione rappresenta un piccolo punto di svolta su Futura. Fin’ora ci siamo (si, nel senso, VI SIETE) immaginati Futura come un qualcosa di abbandonato, forse morto, un residuo di umanità su un pianeta sperduto. Ma ora? C’è vita, tanta vita su questo piccolo fazzoletto di Hardin07, e la gazzella del deserto del primo capitolo, e ora un branco di elefanti, ci suggeriscono che non c’è nulla di alieno o di extraterrestre in questa storia, anzi, è fin troppo  tutto “normale”. Insomma, cosa nasconde questo pianeta? Come al solito potete insultarmi in privato.

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