PAGINA DI PROVA 8

Ed eccoci qui con l’ultima pagina del nostro sudato progetto.

Si, bravo Leo, ma ora? Ebbene, tra poco ci sarà a Roma la seconda edizione dell’Arf Festival, una fiera fumettosa che lascia molto spazio ai fumettari emergenti e dà la possibilità di avere un contatto con le case editrici. La cosa interessante di questa fiera è che, al contrario di, ad esempio, Lucca Comics, non bisogna necessariamente andare fino a Roma per avere un contatto, ma basta inviare il proprio portfolio online nel sito del festival. Solo se selezionati per un colloquio il lungo viaggio diventa inevitabile, mentre se si viene esclusi si risparmia tempo, danari e un concreto calcio nel sedere.

Quindi, cosa farà il buon Leo? Tenterà la fortuna, come al solito, inviando questo progetto. Se andrà bene riceverete sicuramente aggiornamenti. Se andrà male, beh… Farò assolutamente finta di nulla!

E comunque, pagina 8.

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PAGINA DI PROVA 7

Le scene di nudo sono sempre grande punto interrogativo, soprattutto perché la linea che separa l’arte dal buon gusto è per certe persone molto sottile. Se molte serie tv sono di per sè molto bersagliate (vedi il trono di spade), il fumetto non è da meno. Dal mio punto di vista non è sbagliato incorporare scene di nudo all’interno di una narrazione, l’importante è che abbia un senso. Ci sono prodotti di tutti i generi che, pur di vendere qualche copia in più, inseriscono donnine dalle mammelle esagerate o dalle curve accattivanti, senza che la storia ne venga arricchita nemmeno di un centesimo. Una scena di sesso, una parte del corpo scoperta o altri tabù sessuali devono avere  un proprio compito nella storia per essere accettate, tutto qui. Se inseriamo un paio di tette solo per ricevere più like, allora inevitabilmente sfociamo nel banale e nel trash più squallido. Se dosiamo questi elementi e li implementiamo nella storia, il lettore non potrà fare altro che essere deliziato.

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PAGINA DI PROVA 6

Prospettiva e prospettiva. Prospettiva.

No, scherzo. Non ho avuto particolari problemi con questa tavola, salvo forse una costruzione noiosa del palazzo nell’ultima vignetta, ma con il giusto intreccio di tratteggi e colpi di nero è risultato più piacevole di quanto mi aspettassi. Daje, ancora due tavole e il progetto è finito.

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PAGINA DI PROVA 5

Fare questa pagina è stato un parto. No dai non facciamo i drastici, però è stata sicuramente impegnativa. Diamo colpa alla settimana di lavoro intensa e stressante che non mi ha permesso di essere lucido al 100% e alla relativa complessità della pagina, ed ecco un risultato un poco sotto alle aspettative. Un po’ troppe sbavature nell’inchiostrazione e personaggi non proprio convincenti (il primo piano nell’ultima vignetta è a malapena accettabile) ed ecco la pagina meno brillante delle 5 fatte.  Mica è tutto da buttare via, sapete? Le varie prospettive nella prima e nella seconda vignetta sono molto buone, soprattutto i particolari del pavimento nel tempio. Perché si, è un tempio, inquadrato nell’atto di un sacrificio animale. E quella è una sacerdotessa, si. E ha le tette di fuori, avete visto bene, così come le ancelle alle sue spalle. Ora, questa storia è ambientata in un passato inventato, ma è liberamente ispirato all’età minoica cretese. Se masticate qualcosina, potete notare l’architettura del palazzo nella prima vignetta, che ricorda molto il palazzo di Cnosso a Creta. Ebbene, una delle curiosità della civiltà minoica che mi ha sempre affascinato era che le donne andavano in giro mostrando il seno. Questo non perché i minoici fossero dei pervertiti, al contrario, le donne erano tenute in grande considerazione e lasciare le zizze al vento era un simbolo di fertilità. Curioso, vero? Quindi, prima di urlare allo scandalo, bannarmi o segnalarmi alla polizia postale, ricordatevi di mostrare il seno per sentirvi fertili. Si, anche voi maschietti.pagina-5

 

 

PAGINA DI PROVA 4

La quarta pagina (di 8) è importante narrativamente perché presenta il villain principale del progetto. Fa infatti la sua prima apparizione l’Elefante Nero, un essere malefico la cui maschera, che abbiamo visto nelle pagine precedenti, rende possibile la sua incarnazione terrena nel momento in cui un uomo la indossa. Insomma non è un tipo simpatico.

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